Come le piattaforme di sharing economy stanno trasformando il settore turistico, promuovendo pratiche ecologiche e supportando le economie locali
Non è sempre facile districarsi fra trend del momento o fenomeni che si rivelano più duraturi: alcuni dei quali spariscono rapidamente, mentre altri si consolidano. Per nostra fortuna, l’attenzione crescente verso la sostenibilità e l’ecologia rientrano nel secondo caso. Questi cambiamenti hanno avuto un impatto significativo sul turismo, trasformando il modo di viaggiare verso pratiche più ecologiche. In passato, il turismo era associato alla costruzione di grandi hotel e resort, che consumavano molte risorse naturali chee danneggiano l’ecosistema locale. Secondo l’Organizzazione Mondiale del Turismo (OMT), il turismo è responsabile del 5% delle emissioni globali di gas serra, con una parte rilevante legata alla costruzione e gestione di strutture alberghiere.
Con l’avvento delle piattaforme digitali, il panorama turistico è cambiato, introducendo il concetto di sharing economy, che permette ai proprietari di affittare abitazioni private. Un report di Airbnb del 2020 ha mostrato che gli ospiti preferiscono le case private agli hotel, registrando un +80% di prenotazioni nel mese di luglio. Questo modello favorisce un uso più efficiente delle risorse esistenti, riducendo la necessità di nuove costruzioni e l’impatto ambientale. Inoltre, gli affitti brevi aiutano a ridurre l’overtourism, distribuendo i flussi turistici su più destinazioni e alleviando la pressione su luoghi sovraffollati. Inoltre, accanto alle più blasonate OTA, sono rifiorite piattaforme di scambio come Home-exchange o HomeLink, People Like Us, Kindred e Switchome che prevedono scambi di casa gratuiti o quasi fra i componenti della communty.
Quando l’accoglienza sostiene l’economia locale
Le case private, spesso situate in aree meno conosciute, offrono ai turisti l’opportunità di scoprire e apprezzare realtà locali autentiche, lontane dalle rotte turistiche tradizionali. Questo tipo di turismo può portare a una maggiore valorizzazione delle comunità locali, poiché i visitatori tendono a spendere nei negozi e nei ristoranti del quartiere, supportando attività spesso lontane dai circuiti turistici tradizionali. Infatti, secondo l’OMT, il 70% dei turisti che visitano destinazioni non tradizionali dichiarano di aver speso la maggior parte del loro budget in attività locali, come ristoranti, negozi e attrazioni culturali, supportando così le economie locali e favorendo la valorizzazione di realtà autentiche.
Per garantire che il turismo rimanga una forza positiva per l’ambiente e le comunità locali, è essenziale promuovere pratiche sostenibili, come la responsabilità dei proprietari nel mantenere le loro abitazioni in modo ecologico, l’adozione di politiche che regolamentino gli affitti brevi per evitare l’eccessiva commercializzazione di aree residenziali e l’educazione dei turisti a rispettare le culture e gli ambienti che visitano.
L’evoluzione digitale delle esperienze responsabili
Inoltre, piattaforme come Airbnb stanno cercando di promuovere un turismo più sostenibile attraverso iniziative come il “Global Office for Healthy Tourism”, che incoraggia esperienze di viaggio diverse, inclusive e sostenibili. La Global Ecotourism Network ha stimato che il mercato del turismo ecologico è cresciuto del 20-30% annuo negli ultimi anni, a fronte di una domanda crescente di viaggi responsabili e sostenibili. L’integrazione di piattaforme digitali nel settore turistico ha aperto nuove opportunità per un turismo più sostenibile, basato sulla condivisione e sull’utilizzo responsabile delle risorse esistenti. Tuttavia, è fondamentale adottare un approccio equilibrato che consideri gli impatti sociali ed economici, assicurando che i benefici del turismo siano condivisi equamente e che le destinazioni mantengano la loro autenticità e vitalità.
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