Nella seconda metà di luglio di quest’anno, ha causato grande scalpore l’afflusso improvviso di turisti all’impianto di risalita che da Ortisei permette di raggiungere la vetta del monte Seceda, in Alto Adige, a 2.500 metri. L’obiettivo comune delle centinaia di persone viste in coda era la vetta, un tempo meta solo di locali e pochi habituè, e divenuta famosa negli anni attraverso i social e, su più larga scala, da campagne di Apple che hanno usato proprio immagini del Seceda in alcune campagne pubblicitarie, una zona già prima soggetta a overtourism o iperturismo.
Ma cos’è?
Il termine indica “l’impatto del turismo su una destinazione, o su una sua parte, che impatta negativamente in modo eccessivo la qualità percepita della vita dei suoi cittadini e/o la qualità dell’esperienza dei visitatori” (fonte UNWTO). Nella pratica, è ormai evidente per chiunque: prezzi inflazionati dei beni quanto degli alloggi, affollamento, mercificazione e perdita di autenticità dei luoghi visitati, per indicare solo alcuni effetti. L’Alto Adige è tra le destinazioni in Italia più esposte a questo fenomeno.
Ma cosa si può fare?
Tra proposte di rendere economicamente inaccessibili gli impianti di risalita e, all’opposto, di potenziarli in capacità, emergono alcune osservazioni di nota. Il modello di turista presente in questi casi non pianifica le proprie visite, è impreparato a ciò che incontrerà sul luogo, non conosce la destinazione e non ha riguardo dell’ambiente che incontra.
Il contrasto a questi fenomeni è più frequentemente visto nella limitazione degli arrivi o ponendo dei contributi di accesso. Tuttavia, un esempio più inventivo arriva dalla capitale danese e la sua agenzia di promozione turistica. Dal 2024, Wonderful Copenhagen promuove il programma Copenpay, pensato per promuovere comportamenti ecologicamente responsabili nei propri visitatori (termine usato a proposito invece di turista), senza tentare di limitare né promuovere ulteriormente l’afflusso turistico.
Il programma Copenpay a Copenhagen
Il programma impiega un insieme di tecniche di nudging (“spingere”, “incentivare”) e sensibilizzazione e per questo secondo anno è attivo dal 17 giugno al 17 agosto. Attraverso una serie di azioni e pratiche durante il suo soggiorno, il visitatore può ricevere numerosi vantaggi che arricchiscono il suo soggiorno. Tra i comportamenti incoraggiati ci sono:
- l’utilizzo della bicicletta e dei trasporti pubblici per i propri spostamenti nella città,
- il consumo di pasti plant-based,
- la partecipazione a raccolte di rifiuti,
- un soggiorno più duraturo (a partire da 4 giorni)
- a partire da questa edizione, arrivare a Copenhagen in treno, con un veicolo elettrico, o con un volo certificato SAF.
La promozione di questi comportamenti anche nei visitatori rientra nell’obiettivo di Copenhagen di essere la prima capitale a diventare carbon-neutral. In quest’ottica, l’aggiunta del viaggiare in treno tra i comportamenti premiati riflette la consapevolezza che il maggiore impatto ambientale causato dal turismo proviene proprio dai trasporti. Un rapporto del 2020 dell’Agenzia Europea dell’Ambiente indica che il trasporto su rotaia (con alimentazione a diesel!) ha comportato lo 0.4% delle emissioni di gas a effetto serra causate dai trasporti in tutta l’Unione Europea, di contro al 13% dell’aviazione. Al primo posto si trovano gli spostamenti con automobile (72%), in particolare quelle alimentate a benzina o diesel.
Quali ricompense si hanno?
Le ricompense per i contributi variano a seconda degli impegni presi. Il visitatore può ottenere:
- 1 giorno di noleggio biciclette gratuito,
- voucher per l’acquisto di cibo attraverso Too Good To Go,
- visite guidate gratuite,
- ingressi scontati ad attrazioni famose,
- sessioni di yoga gratuite,
- parcheggi gratuiti per i veicoli elettrici.
Ma sta funzionando?
Copenpay è un programma recente e quindi non sono ancora disponibili dati più ampi sul suo impatto. Al tempo stesso, dopo la prima edizione, Wonderful Copenhagen, organizzazione turistica ufficiale della Regione della Capitale della Danimarca, ha riportato che il noleggio di biciclette è aumentato del 29% e che sono state raccolte tonnellate di rifiuti. Anche nel breve termine, questo programma ha mostrato la volontà dei visitatori di portare un contributo positivo ai luoghi in cui soggiornano.
Dagli inizi, anche Ospitar si impegna per un turismo che inviti al rispetto e alla consapevolezza verso le comunità di visita e proprio per questo ci sembrava importante riportare questo tipo di riflessione.
Ma voi la trovate una soluzione praticabile altrove?
Conoscete iniziative simili in Italia o in Europa? Non esitate a segnalatecele!
Contributo scritto da:
Chiara Consonni (UNITN)
FONTI:
https://www.ilpost.it/2025/07/24/fila-turismo-alto-adige-val-gardena-funivia/
https://www.e-unwto.org/doi/epdf/10.18111/9789284420070
https://www.weforum.org/stories/2023/11/what-is-sustainable-aviation-fuel/
https://www.nationalgeographic.com/travel/article/copenpay-program-copenhagen
https://www.eea.europa.eu/highlights/motorised-transport-train-plane-road



